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Questa mattina alla Mem “La grammatica dell’integrazione” che ha posto al centro dell’attenzione il tema dell’accoglienza e l’accesso degli alunni stranieri all’istruzione.

Si è tenuto questa mattina alla Mem – Mediateca del Mediterraneo l’incontro-confronto promosso dal Cpia (Centro provinciale istruzione degli adulti) sui temi dell’accoglienza e delle iscrizioni degli alunni stranieri nel quadro delle nuove leggi. Presenti all’incontro la Dott.ssa Angela Quaquero, Delegata del Presidente della Regione per l’accoglienza dei flussi migratori, il Dott. Guido Pala, Presidente del Tribunale dei Minorenni, la Dott.ssa Giulia Vicini, Avvocato dell’associazione studi giuridici dell’immigrazione di Milano.

Uno spazio di discussione in risposta al nuovo decreto sicurezza approvato lo scorso anno che ha introdotto novità sostanziali in riferimento al tema dell’accoglienza. “L’introduzione del decreto sicurezza compromette la possibilità di accesso al titolo di soggiorno con l’entrata di una serie di complicazioni procedurali nel corso della domanda d’asilo che rendono più difficile la presentazione della domanda” replica la Dott.ssa Vicini “per preservare questo diritto alla luce di un momento in cui viene resa più difficile la possibilità di accesso al titolo di soggiorno formale, è compito delle istituzioni scolastiche garantire l’iscrizione anche in quei casi in cui il titolo non esiste formalmente in ragione di queste complicazioni“.Continua dopo il banner

 

Il tema dell’integrazione scolastica degli alunni minori riveste una grande importanza nell’ambito dei diritti connessi all’istruzione: “I minori che stanno svolgendo un percorso di integrazione hanno diritto a continuare su questa strada” replica il Dott. Pala “il decreto sicurezza può incidere in maniera negativa successivamente al compimento della maggiore età, con possibilità di intervento da parte del tribunale per assicurare, nei casi meritevoli, che questo percorso prosegua anche in maggiore età. Il tribunale può, quindi, se ricorrono determinati presupposti, stabilire che il minore continui il percorso di integrazione, compreso quello scolastico, fino al 21esimo anno di età con il supporto dei servizi sociali“.

Daniele Fronteddu